Prima le discussioni più pertinenti a questo profumo.
Light Blue Eau IntenseDolce&GabbanaLa prima impressione è un giorno d'estate al mare, agrume appena spremuto col sole che batte forte. Però la lettura è quasi unanime su una cosa: quella freschezza accende e poi si ritira. Qualcuno la sente svanire in mezz'ora, altri la tengono ore, ma la scia resta bassa, da vicino. Mi fa pensare a una giornata sulla spiaggia verso sera, luminosa ma che piano piano si raffredda. Un quotidiano caldo, bello da indossare, che chiede però di essere ripetuto nel pomeriggio.
AnghamLattafa Perfumesmi fa pensare a una stanza con le persiane chiuse in primavera: petali rosa e lavanda che riempiono l'aria, e sotto un cacao caldo che però non sbuca mai del tutto. Il punto è che l'apertura è tutta lavanda, quasi affilata, e il drydown vaniglia/cacao arriva solo quando ormai ti sei già fatto un'idea. Come dupe di Goddess ci sta, ma manca la profondità: hai la foto della scena, non la scena. Leggero, si posa sulla pelle e resta più sulla stoffa che altro.
Dior Homme Sport 2021DiorLo mettono tutti nel solito blu agrumato da palestra, ma la parte che mi tiene è l'ultimo atto: il limone frizzante, quasi gassato, si spegne e sotto resta un legno asciutto con un filo di pepe e qualcosa di fumoso. Mi fa pensare a una mattina fredda che finisce in una stanza di legno chiaro. È proprio questo contrasto a toglierlo dal mucchio dei fresh puliti. Chi lo cerca solo da doccia si perde la resa migliore, il fondo pepato lo rende più interessante del nome che porta.
Bleu de Chanel Eau de Parfum· ChanelOgni discussione su Bleu finisce sulla durata, ma il carattere sta nel fondo di incenso e legni che resta vicino alla pelle. Un'alternativa che spara di più all'apertura ma perde quel fondo asciutto è solo più rumorosa. Da uno che sta sui muschi, il punto è lì.
Pacific Chill· Louis VuittonPacific Chill apre su cedro e menta che sparano, ma è il fondo ambretta e fico a renderlo vicino alla pelle. Un clone che copia solo l'apertura fresca resta un agrumato qualunque; la resa skin sta in quel muschio pulito che rimane. Chi cerca quello, deve guardare lì, non alla prima mezz'ora.
Eclat d’Arpège· LanvinÈ un floreale verde che di acqua non ha nulla: foglia di tè e lillà, poi il muschio che tiene tutto sotto. La domanda sulla riformulazione regge proprio lì: se gli addensano il fondo o lo addolciscono, perdi la trasparenza che lo rende Eclat. Per me il nodo è quello, non la durata.
Se la strada è il rilascio a fasi, cambia il modo di giudicare un profumo: niente più colpo solo in apertura e fondo che regge da solo, ma una resa a strati. Per gli acquatici che muoiono in mezz'ora è la parte che mi interessa di più, quella che potrebbe tenere il minerale dopo il blu. Resto però col dubbio: quanto si sente davvero sulla pelle o è solo foglio marketing?
fuori dal mio registro, ma mi incuriosisce: uno snack che diventa profumo stagionale. Di solito questi crossover sono caramella pura in apertura e poi niente. La domanda vera è se sotto lo sciroppo c'è un fondo che regge o se finisce lì. Chi vive sul secco come me lo sentirebbe come una sagra, giusto?