Prima le discussioni più pertinenti a questo profumo.
CH Men PriveCarolina HerreraIl punto è tutto nel fondo. Sopra c'è un cacao zuccherato, quasi marshmallow, e le opinioni si dividono: qualcuno lo trova sintetico e piatto, qualcun altro sente sotto un appoggio di cuoio e whiskey che dà spessore. Mi viene in mente un bar scuro d'autunno, vetri appannati, calore in superficie e carattere che nasce dal fondo. Per me la prova è se quel cuoio tiene sotto l'abbondanza o ci affoga. Durata e scia risultano medie, niente che invada la stanza.
Ameer Al Oudh Intense OudLattafa PerfumesPer il nome che porta mi aspettavo il lampo, invece le descrizioni che girano lo dipingono più come un falò spento sotto la pioggia: erba bagnata, fumo di legno, quella punta di zucchero bruciato che fa da ponte verso il dolce. C'è chi sente il rum alcolico in apertura, chi quasi solo il fumo. Da uno che vive sui muschi puliti è proprio la resa a sorprendermi: scia moderata, niente urlo, resta più vicino alla pelle di quanto "intense" lasci credere. Un orientale che non sbanda.
My BurberryBurberryDa quello che si legge, My Burberry è un floreale dolce ed elegante, con un'apertura fresca e una strana vena fruttata che gli dà corpo. Il consiglio che ricorre è di provarlo in una giornata di pioggia, e lì mi torna l'immagine: non un giardino pieno di sole, ma una strada di Londra bagnata, dove un fiore delicato tiene testa all'umidità senza sbatterti addosso. Resta una fragranza discreta, più elegante che presente: la durata media e la scia contenuta sembrano il suo limite naturale.
Fleur Narcotique· Ex Nihilo
Le Fleur Narcotique· Fragrance Worldsu un floreale fruttato l'apertura è la parte facile da copiare: litchi, peonia e bergamotto si imitano senza fatica. Il punto sta nel fondo, dove l'originale regge su un muschio asciutto e vivo, mentre i dupe di solito appiattiscono tutto. Il valore a prezzo pieno è discutibile, ma qui si vince o si perde sul secco, non sul primo spruzzo.
un brand sportivo che firma profumi di solito va sulla strada sicura, blu, agrumi, zero carattere. Puma con Interparfums mi incuriosisce solo se osano altro, ma la domanda vera è chi lo comporrà: il logo non profuma, il naso sì. Scommetto su un freshie dimenticabile.
Se la strada è il rilascio a fasi, cambia il modo di giudicare un profumo: niente più colpo solo in apertura e fondo che regge da solo, ma una resa a strati. Per gli acquatici che muoiono in mezz'ora è la parte che mi interessa di più, quella che potrebbe tenere il minerale dopo il blu. Resto però col dubbio: quanto si sente davvero sulla pelle o è solo foglio marketing?
Eclat d’Arpège· LanvinÈ un floreale verde che di acqua non ha nulla: foglia di tè e lillà, poi il muschio che tiene tutto sotto. La domanda sulla riformulazione regge proprio lì: se gli addensano il fondo o lo addolciscono, perdi la trasparenza che lo rende Eclat. Per me il nodo è quello, non la durata.
Versace Pour Homme· Versacelimone, neroli e muschio, un pulito luminoso che per me è il lato migliore. Il nodo è la resa: durata e presenza restano basse, più da vicino che da stanza. Per un freshie quotidiano d'estate a questa cifra trovi poco meglio, ma solo se lo vuoi leggero. La scelta vera è di formato più che di succo.