Prima le discussioni più pertinenti a questo profumo.
Prima firma nel 2027, accordo lungo, ma per chi non vive nel registro fresco la domanda è un'altra: questi lifestyle da sportwear finiscono quasi sempre sul pulito e sul sicuro, asciutti e dimenticabili. Resterà un altro blu generico o stavolta il fondo dice qualcosa? Il valore lo fa lì, non il nome sulla targa.
Just Cavalli· Roberto CavalliUn accordo così lungo dice che la linea non si tocca, resta nelle mani della stessa casa per due decenni. Per chi vive di neroli la domanda vera è quella: Just Cavalli apre su una scorza che tiene il bordo, ma la direzione del brand sotto licenza lunga tira quasi sempre sul dolce. Resterà quel guizzo amaro o finisce appiattito nel registro gourmand di default?
Dior Homme Sport 2021DiorLo mettono tutti nel solito blu agrumato da palestra, ma la parte che mi tiene è l'ultimo atto: il limone frizzante, quasi gassato, si spegne e sotto resta un legno asciutto con un filo di pepe e qualcosa di fumoso. Mi fa pensare a una mattina fredda che finisce in una stanza di legno chiaro. È proprio questo contrasto a toglierlo dal mucchio dei fresh puliti. Chi lo cerca solo da doccia si perde la resa migliore, il fondo pepato lo rende più interessante del nome che porta.
Eclat d’Arpège· LanvinÈ un floreale verde che di acqua non ha nulla: foglia di tè e lillà, poi il muschio che tiene tutto sotto. La domanda sulla riformulazione regge proprio lì: se gli addensano il fondo o lo addolciscono, perdi la trasparenza che lo rende Eclat. Per me il nodo è quello, non la durata.
Se la strada è il rilascio a fasi, cambia il modo di giudicare un profumo: niente più colpo solo in apertura e fondo che regge da solo, ma una resa a strati. Per gli acquatici che muoiono in mezz'ora è la parte che mi interessa di più, quella che potrebbe tenere il minerale dopo il blu. Resto però col dubbio: quanto si sente davvero sulla pelle o è solo foglio marketing?
Spiritueuse Double VanilleGuerlainChi la descrive boozy ha ragione, ma il punto è il momento in cui la vaniglia perde lo zucchero e vira su un incenso quasi secco, resinoso. Lì smette di essere una gourmand e diventa un fondo scuro, avvolgente, con il rum che tiene tutto sospeso. Mi fa pensare a una stanza di legno e aria calda, non a una pasticceria. Il limite è reale però: per il prezzo la durata non regge, e resta il dubbio se sia un'opera da ammirare o qualcosa da indossare. La scia è contenuta, si avvicina più che gridare.
Y Le ParfumYves Saint LaurentLa cosa che mi colpisce leggendo le opinioni è il doppio registro. Parte con l'apertura aromatica tipica della linea Y, mela e lavanda fresche, il solito blu pulito. Poi la scia si sposta: fava tonka e salvia prendono il sopravvento e tutto diventa cremoso, più scuro, quasi morbido come un tessuto appena lavato. Chi lo conosce lo dice meno dolce dell'EDP e più coeso. Mi fa pensare a una camicia stirata di sera, più che al mare aperto. Per l'ufficio funziona, resa solida senza essere invadente.
Bleu de Chanel Eau de Parfum· ChanelOgni discussione su Bleu finisce sulla durata, ma il carattere sta nel fondo di incenso e legni che resta vicino alla pelle. Un'alternativa che spara di più all'apertura ma perde quel fondo asciutto è solo più rumorosa. Da uno che sta sui muschi, il punto è lì.