Non è il mio territorio, vivo su foglie e legni chiari, eppure quello che mi prende qui è proprio il confine tra dolce e secco. Le letture si spaccano sulla pesca: c'è chi la sente come la punta morbida che regge il caldo speziato, chi dice che non esce proprio. Io la vedo come il punto decisivo — se il frutto prevalesse virarebbe verso la pasticceria e lo perderei, se resta un accenno alleggerito sulla cannella e sul sandalo allora è quasi un mio lato. L'equilibrio è sottile.
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