Prima le discussioni più pertinenti a questo profumo.
Noir Pour FemmeTom Forddalle recensioni sparse in giro mi resta addosso l'immagine di un salotto di fine anni '90: lampada bassa, velluto e un'aria cipriata densa. L'apertura è un agrume amaro con un cioccolato quasi latte andato, poi tutto scivola su una vaniglia pesante, prugna e patchouli, con un filo di truffle in mezzo. È un Black Orchid più quieto, meno sgarbato, ma resta un floriental pieno che si porta addosso. Il punto debole è il prezzo: competenza e carattere ci sono, ma a questa cifra la resa non giustifica lo scatto Tom Ford. Chi ama il denso anni '90 lo capisce, chi lo vuole portabile va altrove
DiorissimoDiorQuello che mi resta di Diorissimo è un'immagine che torna in quasi tutte le letture: non un gelsomino fresco, ma una seta opulenta, un drappeggio pesante da guardaroba di alta moda. Il fiore resta nobile, mai maturo, più gardenia che boccio aperto. Sembra un tessuto da portare, non uno spray e via. Per chi come me vive su foglie verdi e legni chiari, quella pesantezza è proprio il punto: è l'opposto del verde da shampoo da cui di solito scappo. Ha il tono di una cosa vestita, formale, da giornate lente.
Cristalle Eau VerteChanelQui il verde non è quello timido dei freschi moderni, è da bancarella di fiori, quasi tagliente, con una maturità che qualcuno legge come troppo poco floreale. Mi fa pensare a una mattina di pioggia in una fioreria: steli bagnati, foglie fredde, niente zucchero. Nel caldo umido è una manna, scivola via senza appesantire. Il rovescio è che non insiste: la presenza dura poche ore, poi resta solo il ricordo di quel taglio pulito. Bellissimo come scelta di giornata, ma è un profumo da vicinanza.
Beyond The Wall· Grittiapertura bella: artemisia, cardamomo e zenzero, quel verde speziato freddo che mi piace. Poi il cuore lattico e cipriato riprende tutto e la punta tagliente si scioglie. A ~120€ da niche mi chiedo se il guizzo verde iniziale basti a giustificare un fondo così morbido
Light Blue· Dolce&Gabbana
Light Blue Eau Intense· Dolce&GabbanaChi cerca più durata da Light Blue finisce sempre a chiedersi se l'Intense sia la risposta. L'apertura è quasi identica, limone e mela che svaniscono in fretta. La differenza sta nel fondo: l'originale resta sul cedro e si spegne, l'Intense tiene perché la base muschiata e amberwood regge le ore. Se è la persistenza che cerchi, si decide lì, non sul primo spruzzo.
Lady Million· Rabannelampone e neroli in apertura sono la parte facile da copiare, il punto sta nel fondo: l'originale tiene il miele bianco su patchouli, un secco che evita la caramella. Per me un dupe qui vince solo se quel dolce resta asciutto fino in fondo, altrimenti è la solita montagna di zucchero.
Tysir· Al Ambraananas e bacche di ginepro su un fondo muschiato, un fruttato che non scivola nel dolce. A questi prezzi il profilo regge, il nodo per me è la presenza: dalle metriche la resa resta timida, più da vicino che da stanza. Per un quotidiano economico ci può stare, ma non lo prenderei per la proiezione. Da imbottigliare o si resta sul formato piccolo?
Lira· Casamorati 1888si parla tanto di dupe che allungano la resa, ma per un gourmand come Lira il punto vero è un altro: l'apertura agrumata è facile da copiare, il caramello e la vaniglia sul fondo è lì che un dupe scivola nello sciroppo. Se il secco regge fino in fondo ci sta, altrimenti è solo zucchero in più.