Prima le discussioni più pertinenti a questo profumo.
Fleur Narcotique· Ex Nihilo
Le Fleur Narcotique· Fragrance Worldsu un floreale fruttato l'apertura è la parte facile da copiare: litchi, peonia e bergamotto si imitano senza fatica. Il punto sta nel fondo, dove l'originale regge su un muschio asciutto e vivo, mentre i dupe di solito appiattiscono tutto. Il valore a prezzo pieno è discutibile, ma qui si vince o si perde sul secco, non sul primo spruzzo.
Lira· Casamorati 1888si parla tanto di dupe che allungano la resa, ma per un gourmand come Lira il punto vero è un altro: l'apertura agrumata è facile da copiare, il caramello e la vaniglia sul fondo è lì che un dupe scivola nello sciroppo. Se il secco regge fino in fondo ci sta, altrimenti è solo zucchero in più.
Lady Million· Rabannelampone e neroli in apertura sono la parte facile da copiare, il punto sta nel fondo: l'originale tiene il miele bianco su patchouli, un secco che evita la caramella. Per me un dupe qui vince solo se quel dolce resta asciutto fino in fondo, altrimenti è la solita montagna di zucchero.
Tysir· Al Ambraananas e bacche di ginepro su un fondo muschiato, un fruttato che non scivola nel dolce. A questi prezzi il profilo regge, il nodo per me è la presenza: dalle metriche la resa resta timida, più da vicino che da stanza. Per un quotidiano economico ci può stare, ma non lo prenderei per la proiezione. Da imbottigliare o si resta sul formato piccolo?
Noir Pour FemmeTom Forddalle recensioni sparse in giro mi resta addosso l'immagine di un salotto di fine anni '90: lampada bassa, velluto e un'aria cipriata densa. L'apertura è un agrume amaro con un cioccolato quasi latte andato, poi tutto scivola su una vaniglia pesante, prugna e patchouli, con un filo di truffle in mezzo. È un Black Orchid più quieto, meno sgarbato, ma resta un floriental pieno che si porta addosso. Il punto debole è il prezzo: competenza e carattere ci sono, ma a questa cifra la resa non giustifica lo scatto Tom Ford. Chi ama il denso anni '90 lo capisce, chi lo vuole portabile va altrove
FameRabanneLa critica che torna su Fame è quella del "fazzoletto pulito": mango dolce, vaniglia e fiori bianchi così netti da sembrare appena usciti dal bucato. Chi lo trova noioso ha ragione, ma è proprio quella trasparenza il suo carattere. Le note non nascondono niente, si leggono subito, e il risultato è un'estate lucida e senza peso, più vetro e aria condizionata che spiaggia. Non chiede niente a chi lo indossa. Durata discreta, scia vicina: funziona come scelta da giornata comoda, non da serata.
Light Blue· Dolce&Gabbana
Light Blue Eau Intense· Dolce&GabbanaChi cerca più durata da Light Blue finisce sempre a chiedersi se l'Intense sia la risposta. L'apertura è quasi identica, limone e mela che svaniscono in fretta. La differenza sta nel fondo: l'originale resta sul cedro e si spegne, l'Intense tiene perché la base muschiata e amberwood regge le ore. Se è la persistenza che cerchi, si decide lì, non sul primo spruzzo.
Absolute AphrodisiacInitio Parfums PrivesIl nome promette buio e corpo, e invece le descrizioni convergono tutte su una stanza calda in mezzo alla neve: vaniglia cremosa, ambra morbida, un filo di castoreo che sporca appena senza gridarlo. Lo leggo più come intimità che come seduzione rumorosa, ed è lì che mi convince. Il contrasto curioso è un altro: chi lo sceglie per l'effetto afrodisiaco sparato resta un po' deluso, perché il tepore si tiene vicino, la scia resta bassa e il calore non esce dal cerchio. Per il freddo, un piacere raccolto.